Il Maine Coon,

un gatto sognatore o un gatto da sogno?

Le origini

 

Il Maine Coon è una razza di gatti originaria del Nord America. Il nome, infatti, deriva dalla crasi  tra il nome dello Stato del Maine e la parole racoon, in inglese “orsetto lavatore”, per via della sua coda che assomiglia a quella di un procione.

È un felino circondato da segreti e misteri, ed è uno dei gatti più ricercati in Italia e nel mondo.

Tante sono le leggende che avvolgono le sue radici. C’è chi sostiene che sia il discendente dell’Angora Turco. In quanto, durante la Rivoluzione Francese, la regina Maria Antonietta fece inviare nelle Americhe alcuni dei suoi gatti per metterli in salvo. Un’altra leggenda afferma che sia il gatto dei Vichinghi sbarcato nell’America del Nord nell’anno 1000.

Ad ogni modo, la prima segnalazione ufficiale della razza Maine Coon risale al 1861, e l’ipotesi più verosimile è che questi gatti avessero un parente autoctono nelle Americhe, che poi si sia accoppiato con dei gatti europei, portati nel nuovo continente dai marinai europei.

 

Le caratteristiche del Maine Coon

 

Il Maine Coon è un gatto forte, robusto, muscoloso e imponente. Il peso di un esemplare maschio può arrivare fino ai 13kg, con una media di 10kg, mentre per le femmine il peso oscilla tra i 5 e i 7kg.

Questa razza è sempre stata aprezzata per la sua forza e bellezza. Il mantello è lucido e folto, e il suo pelo semilungo è setoso, impermeabile all’acqua e alla neve.

La coda è lunga e pelosa; distesa arriva almeno alla base del collo, e il gatto la utilizza per riscaldarsi quando dorme, avvolgendoci tutto il corpo.

La testa del Maine Coon deve essere di grandezza media, in armonia con lo sviluppo del corpo. Il muso è squadrato, con zigomi alti, mento robusto in linea con il naso e il labbro superiore.

Le orecchie sono grandi e larghe alla base; alte sulla testa , sono piuttosto distanziate e appuntite; sono munite di ciuffi di peli che spuntano dal padiglione auricolare e ciuffetti di peli sulla punta (ciuffi della lince).

Gli occhi sono grandi, un po' ovali e obliqui. Possono essere di diversi colori: verdi, giallo-verdi, bronzo, impari e, solo nei gatti bianchi, blu.

Le zampe, che guardate di profilo, insieme alla schiena formano un corpo rettangolare, sono lunghe con le dita ricche di pelo; adatte a camminare e non sprofondare nella neve.

La sua voce è flebile e molto sommessa, per questo motivo è importante imparare a riconoscere i suoi stai d’animo attraverso il linguaggio del corpo.

La vita media di questo tipo di gatto è di 13/15 anni.

 

L’animo

Il Maine Coon vive tranquillamente in appartamento, ma preferisce gli spazi aperti. Molto attivo e curioso, è un gatto equilibrato e con un buon carattere. Non graffia e non soffia quasi mai.  È una razza indipendente, ama chi si prende cura di lui, ma si affeziona a tutta la famiglia.

 

Non soffre Il freddo invernale né la pioggia, grazie al folto pelo che lo protegge. Se lasciato libero all’esterno è un temibile cacciatore. Nonostante la sua mole, possiede un’agilità straordinaria che solo i predatori possono avere.

 

Come spesso capita negli animali forti e grandi, il Maine Coon è dotato di una proverbiale bontà d’animo, infatti, è possibile vedere un Maine Coon al guinzaglio. Essendo una razza naturale è particolarmente rustico e robusto, la sua cura è semplice sia perché non presenta particolari problemi di salute o difficoltà nell’alimentazione o nella manutenzione della sua pelliccia, sia per il carattere dolce e per il temperamento equilibrato.

 

Perché scegliere un Maine Coon

 

Farsi sedurre da uno splendido esemplare di questa razza è semplicissimo: basta guardare nei suoi profondi e misteriosi occhi per innamorarsi e desiderare di condividere con lui le proprie giornate. La particolarità di questo gatto, infatti, è quella di avere un’espressione sognante.

Naturalmente, come per tutti gli animali, l’educazione incide molto sui suoi comportamenti. È bene educarlo a una corretta condivisione della casa, dandogli tutto ciò di cui ha bisogno – cibo, giochi, amore – ma facendo anche in modo che riconosca in voi un leader da seguire.

I maschi, talvolta, possono essere gatti con cui è necessaria una certa coerenza nell’educazione. A dargliela sempre vinta, si rischia di tirar su un gatto che, se non accontentato, non esita a manifestare le sue rimostranze.

Il motivo che spinge a scegliere un gatto di questa razza è presto detto: il Maine Coon incarna tutte le caratteristiche tipiche del felino – l’aspetto fiero, imponente e selvaggio – rimanendo comunque un dolcissimo gatto, affettuoso, molto socievole e veramente intelligente.

 

 

 

 


 

I colori del Maine Coon

Facciamo un po’ di chiarezza sulla natura dei nostri amici felini e partiamo parlando dei loro meravigliosi colori.

I mantelli dei gatti possono essere di 4 tinte differenti: tigrata, non tigrata, rossa e nera.

 

 

I tigrati

Cosa si intende veramente quando si parla di tigratura?

Nel mondo animale, questo termine ha una doppia valenza. Infatti, nei gatti, possono definirsi tigrati sia i singoli peli, composti da bande alternate chiare e scure (peli agouti), sia i mantelli interi coi loro disegni più “chiazzati”. I gatti tigrati possono presentare aree del corpo dove il colore dei loro peli è uniforme, insieme ad altre dove i peli sono a bande (agouti). Queste striature si chiamano markings della tigratura. 

Una parola molto usata per indicare l’aggettivo "tigrato" è Tabby: un gatto tabby è un gatto che porta il gene della tigratura.

In particolare, nei Maine Coon, tra i vari disegni possibili, si trovano 3 tipi di markings del mantello e 1 solo tipo di tigratura del singolo pelo.

Markings del mantello:

  • Mackerel (o tigrè) Tabby, con le tipiche striature che determinano un mantello tigrato, su spalle e cosce. Su questo genere di gatto sono ben disegnate strisce sottili, continue e parallele.

  • Spotted Tabby: le striature, a tratti, si interrompono formando piccoli spot rotondi che rendono il mantello maculato.

  • Blotched (o Classic) Tabby: le striature creano un effetto marmorizzato sui fianchi, e sulle spalle compare il tipico disegno ad "ali di farfalla", unito a una serie di cerchi concentrici sui fianchi.

Esiste anche la tigratura del singolo pelo, in questo caso si parla di Ticked Tabby: striatura scura lungo la schiena del gatto che continua fino alla punta della coda, mentre il resto del mantello è un agouti puro senza nessuna macchia o disegno.

Non tigrati

 

I mantelli non tigrati vengono anche definiti di colore solido. Dove "solido", viene dal latino solidus, ovvero «intero, compatto, massiccio, senza cavità o vuoti interni». In altre parole, parliamo di un mantello a “tinta unita”.

Nei gatti non tigrati, o non-agouti, il colore appare uniforme.

Gatti rossi

Nel mantello rosso solido, per motivi genetici, le tigrature non si riescono mai a eliminare completamente, quindi diventa importante, saper riconoscere questo genere di mantello per pianificare gli accoppiamenti.

Vi diamo una mano!

Ecco quali sono le caratteristiche che distinguono un gatto rosso tabby (tigrato) da un gatto rosso solido, qualora la tigratura risultasse mascherata geneticamente: 

 

Naso: nei gatti solidi è a tinta unita, nei tabby è bordato del colore di base del mantello.

Mento: nei gatti tabby il colore del mento è più chiaro.

Occhi: il tabby porta gli occhialini (o mascherina) e mostra un alone chiaro attorno all’occhio.
Orecchie: i solidi hanno le orecchie di colore uniforme, i tabby hanno l’”impronta del pollice” più chiara sul padiglione esterno, il contorno bianco e i ciuffetti di pelo dentro l'orecchio sono bianchi.

 

Gatti neri

Anche i gatti neri possono essere sia solidi che tigrati e in questo caso la tigratura riporta un aspetto particolare, ricco di tonalità calde (grazie alle bande di colore agouti che sono dal beige al nocciola chiaro), per cui a essi ci si riferisce come Brown.

 

 

 

 

ECCEZIONI E PARTICOLARITÀ:

Gatte tortie

Esistono anche i mantelli misti, in cui si alternano zone rosse a zone nere. Questa situazione si trova solo nelle femmine e da origine alle cosiddette gatte tortoiseshell (tartarugate), o semplicemente, tortie. In queste gatte, le zone di colore rosso e nero sono distribuite e mescolate tra loro in maniera assolutamente casuale (non riproducibile neanche per clonazione dell'animale). Ovviamente, ci possono essere tortie tigrate, e a esse si da spesso il nome di torbie, (tortie+tabby).

Se poi la gatta tortie presenta una ampia parte del mantello di colore bianco, allora si parla di gatta calico.

Il colore bianco

Estensione delle macchie bianche:

  • Mantello con Bianco: piccole macchie, l’estensione del bianco deve essere sotto il 25% della superficie del mantello;

  • Mantello Bicolore: la zona bianca va dal 25% al 50%;

  • Mantello Arlecchino: 5 o 6 macchie colorate completamente circondate di bianco, solitamente il quantitativo di bianco va dal 50% al 75%;

  • Mantello Van: meno di 5 o 6 macchie colorate, di cui una sulla testa e una sulla punta della coda. 

Per i gatti completamente bianchi c’è da fare un discorso completamente a parte.

Questi gatti, che non sono un'evoluzione del mantello a chiazze bianche, ma il cui colore è originato da un diverso corredo genetico, non hanno lo stesso " bianco" degli altri gatti "con bianco" ma un colore che copre altri colori. Infatti quando si riproducono trasmettono i colori "coperti" dal bianco.

Quindi, si scopre quale colore c’è "sotto" un gatto bianco solo facendolo riprodurre.

NB. In questi gatti, che non sono mai tigrati, sono spesso presenti sordità mono/bilaterale e occhi impari (di colore diverso fra loro). 

Le diluizioni del colore

I due colori principali, nero e rosso, esistono anche in versione cosiddetta “diluita”. La diluizione è un aspetto del mantello in cui il colore originario è meno intenso, cioè anziché essere nero o rosso diventa rispettivamente blu (grigio) e crema. Questo vale anche per le tortie, che diventano quindi tortie blu-crema.

Il gene silver

Da ultimo, dobbiamo parlare del cosiddetto colore silver. In questi gatti, la base del pelo è schiarita e questo fatto da origine a un colore argentato, ben visibile quando vengono spazzolati contropelo.

L'effetto è diverso a seconda che il gatto sia solido o tabby. 

Il gene silver sui gatti solidi:

  • Gli Smoke sono gatti solidi in cui si schiarisce soltanto la base del pelo, fino a circa 1/3, conferendole un colore argento scuro, uniformemente su tutto il corpo.

 

Il gene silver nei gatti tabby:

  • I silver tabby, invece, sono gatti tigrati che presentano un pelo la cui base è schiarita e le tonalità brown delle varie bande agouti si trasformano in argentate. 

La base del pelo risulta bianco-argento, senza tracce di tonalità rossastre. La schiaritura è molto più visibile sulle aree chiare piuttosto che sui markings delle tigrature, originando un disegno tigrato talvolta ad altissimo contrasto, più evidente se parliamo di black silver. 

NB. Il gene silver si può sovrapporre a qualsiasi altra tonalità di colore prima citata. Quindi possono esistere delle silver tortie tabby blu-crema con bianco.

  • Negli Shaded la zona schiarita raggiunge i 2/3 del pelo e l'effetto è di un colore argento candido.

 

  • Negli Shell il pelo risulta schiarito su 7/8 della sua lunghezza, e questo crea il cosiddetto “mantello cincillà”. (Non è un colore ammesso nei Maine Coon, ma per esempio nei Persiani è molto diffuso).

 

RINGRAZIAMENTI

Un sentito ringraziamento all’amico/allevatore Gianni Di Maio, dell’allevamento Hic Sunt Leones www.crissiebono.it, per averci fornito il materiale utilizzato per la stesura di questo testo.

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